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venerdì 7 agosto 2015

Come fare un VERO HDR pro, fotografia hdr professionale


 

Sai già cosa è un HDR, il vero HDR ? E sai anche come li realizzano i fotografi professionisti? Ti spiego passo per passo il come e il perchè, quando è meglio decidere di realizzarli e in quali situazioni .

HDR è una sigla che in inglese sta per high dynamic range, in italiano si traduce più o meno in "alta gamma dinamica", paroloni che potrebbero confondere. Infatti, per capirci meglio, in sostanza è una immagine che in determinate situzioni riesce ad evidenziare tutta l'estensione di luminosità , dalle zone più scure a quelle più chiare.

Adesso che sappiamo cosa è dovremmo anche sapere che pellicole e sensori digitali hanno dei limiti nella registrazione di gamme di luminosità molto estese.  Riusciamo a vedere senza problemi ad occhio nudo situazioni (di luce) estreme grazie all'adattabilità del nostri occhi ma non riusciamo a farlo con una fotocamera.
Tipici esempi sono le riprese al tramonto e all'alba, quando il cielo è molto più luminoso rispetto al paesaggio. Le fotografie di ambienti interni con lampade accese e/o finestre che lasciano vedere la luce esterna del giorno. La classica ripresa nel bosco, con macchie luminose in contrasto con  ombre pesanti.

Nel video in questo post puoi vedere tutta la spiegazione descritta in ogni passaggio per realizzare un VERO HDR. Basta un clic sulla freccia in mezzo alla foto che vedi in alto per fa partire il video. Se hai qualche domanda o qualche dubbio non farti troppi scrupoli, spara !!!

Potrebbero interessarti anche questi: 

    HDR ARTISTICO (lo vedi qui)
 






HDR CON UNA SOLA FOTO (lo vedi qui)

mercoledì 20 febbraio 2013

Luci spot "fai da te"

Se pensiamo che per realizzare buone fotografie siano per forza necessari costosi illuminatori da studio, ci sbagliamo. Oppure, per meglio dire, ingegnandoci un pochettino, è possibile arrangiarci con ciò che si trova in casa o eventualmente acquistare ciò che serve con una modica spesa.

Le luci che ho utilizzato per questa dimostrazione sono normalissimi faretti spot ai quali ho applicato dei concentratori di luce fatti in casa con del semplice cartoncino nero.  Utilizzare una o più fonti di luce concentrata serve ad illuminare solo certe zone dell'area inquadrata per ottenere particolari effetti e personalizzare le proprie riprese .

Nel video qui sotto, spiego e illustro come comportarsi, come realizzare questi concentratori e infine come cambiano le cose in fase di scatto spostando la direzione della luce per ottenere diversi effetti sullo scatto.

Buona visione !!


martedì 12 giugno 2012

Profondità di campo creativa

Per chi non lo sa, la profondità di campo è la distanza tra il soggetto a fuoco, di solito più vicino alla fotocamera e lo sfondo nell'inquadratura, quindi il punto più lontano. Possiamo ottenere maggiore o minore nitidezza nella profondità di campo che farà la differenza tra due o più immagini apparentemente uguali.

I parametri che influiscono su questa estensione sono tre.Lunghezza focale dell'obiettivo, apertura del diaframma, punto di messa a fuoco. Qundi, avremo una ridotta profondità di campo utilizzando obiettivi tele, aumentando l'apertura del diaframma e avvicinandoci al nostro soggetto nella ripresa.

Le foto  qui accanto sono l'esempio visivo di come cambiano le cose variando l'apertura del diaframma e conseguentemente il tempo di scatto. A parte la prima in alto a sinistra, che ho inserito per aiutare a comprendere la situazione, nelle altre, scattate con un 70 mm, progressivamente vediamo come varia la zona nitida dietro al soggetto con il variare del diaframma utilizzato, partendo da f 22 e scendendo fino a f 2.8.

Ecco che diventa lampante il perchè si utilizza un diaframma o l'altro. Lo sfondo, se nitido, potrebbe presentare elementi di disturbo che tolgono attenzione al nostro soggetto. Le cose cambiano con la sua sfocatura, sempre più accentuata riducendo l'apertura del diaframma.

Nella fotografia di paesaggio, per esempio, tenderemo ad usare diaframmi chiusi, f11 o f16, per avere il massimo della nitidezza anche in profondità . Non fermarsi ad una sola combinazione tempo/diaframma ci darà la possibilità di valutare quale scatto rende al meglio la scena inquadrata.

L'uso creativo sta proprio qui. Dovremmo essere noi a decidere quale diaframma utilizzare per enfatizzare al meglio i nostri soggetti sforzandoci di ignorare quegli automatismi delle fotocamere che sicuramente producono buone immagini, ma che non lasciano spazio alla interpretazione personale

Nel video qui sotto, è possibile vedere nel dettaglio come sono stati realizzati gli scatti, tempi e diaframmi utilizzati per effetti diversi. Buona visione !!

lunedì 11 giugno 2012

Mosso Creativo

Chi ha detto che i soggetti nelle fotografie debbano essere assolutamente nitidi, fermi e congelati? E' vero che nella maggior parte dei casi questa regola deve essere rispettata, ma è anche vero che un certo mosso può rendere più interessante uno scatto.

L'esempio a fianco rende l'idea, un tempo di scatto relativamente lento ha fatto si che le persone in movimento nell'inquadratura siano state registrate mosse. Non è un errore, ho eseguito questa foto volutamente in questo modo, volevo rappresentare il camminare della gente in una immagine che non fosse statica ma dinamica. Non è importante che siano riconoscibili i soggetti, il messaggio qui è proprio dato dal mosso che rende l'idea.

Certo dobbiamo fare un po' di attenzione, il decimo di secondo che ho utilizzato, con un 50 mm, è un tempo di scatto a rischio, il rischio di avere mosso anche ciò che dovrebbe essere nitido, in questo caso lo sfondo. Non avrebbe senso se fosse mosso anche quello. Il mio accorgimento è stato di appoggiarmi ad un muro con la schiena per aumentare la mia stabilità stringendo il più possibile i gomiti al busto. Ancora meglio sarebbe stato se avessi utilizzato un cavalletto (che non avevo), la stabilità della fotocamera sarebbe stata massima.

Cosa è successo nello scatto? Il movimento dei passanti è stato registrato come una scia, l'abitazione dietro di essi invece è nitida ed è ciò che rende efficace l'insieme. Ho fatto diverse prove, con diversi soggetti che transitavano, su 7-8 scatti, questo è il più efficace.

Nel video qui sotto, invece, spiego come ottenere un effetto pittorico, sempre utilizzando il mosso. La differenza in questa tecnica è che ho intenzionalmente mosso la fotocamera con diversi tempi di scatto.
Buona visione !!

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La sequenza

E' vero che una buona fotografia può raccontare una storia, ma è anche vero che una storia può essere raccontata con una serie di fotografie. La sequenza fotografica ha proprio questo senso, ed ha senso quando una serie di immagini accostate descrivono al meglio un'azione.

Non è obbligatorio che il tema sia super esclusivo, può anche succedere qualcosa intorno a casa, sono tante le situazioni che possono offrire una sequenza. Potremmo anche dedicarci a trovare situazioni particolari, magari anche solo per esercizio, per affinare il nostro occhio fotografico, per arricchire la nostra collezione di immagini, per abituarci a scattare serie di immagini che siano poi descrittive una volta accostate insieme.

Nell'esempio della foto accanto, mentre gironzolavo per la Rocca di Gradara, ho visto in mezzo ad una stradina questo gatto, impegnatissimo a giocherellare con la sua preda, una lucertola. Certo non è un leone con una gazzella, ma la serie di scatti ha comunque ben descitto la situazione in varie fasi, ed è proprio il senso della sequenza, racconta una piccola storia.

Gli scatti sono stati eseguiti con uno zoom 70-200 con la focale a 200 mm. In priorità di diaframma, ad una distanza di 3-4 metri, in pieno giorno, ho potuto scattare con tempi di 1/250, sufficentemente veloci per evitare il mosso, sempre in agguatato, con le focali tele.

Spesso sento persone che si lamentano di non avere idee per le loro fotografie. Basta veramente poco, quando la fotocamera è al collo, insieme a noi e non comodamente risposta nella sua custodia, magari a casa !!!